La pasta madre nel mondo della panificazione naturale

Cos’è e come funziona la pasta madre

La pasta madre (o lievito naturale) è un impasto di acqua e farina lasciato fermentare in modo spontaneo. All’interno di questo impasto si sviluppano e convivono due grandi categorie di microorganismi: lieviti selvaggi (soprattutto del genere Saccharomyces e Candida) e batteri lattici (principalmente del genere Lactobacillus, ma anche Leuconostoc, Pediococcus e Weissella). Sono questi microorganismi, nutriti dagli zuccheri presenti nella farina, a generare la fermentazione che fa lievitare l’impasto e gli conferisce il suo caratteristico profilo aromatico.

Infatti, la simbiosi tra lieviti selvaggi e batteri lattici nella pasta madre fa sì che avvenga la fermentazione lattico-alcolica:

  • Fermentazione alcolica, svolta dai lieviti, che produce anidride carbonica e che fa gonfiare l’impasto;
  • Fermentazione lattica, svolta dai batteri che producono gli acidi organici (acido lattico e acetico), e acidificano il composto donandogli il tipico sapore lievemente aspro dei prodotti realizzati con la pasta madre.

La pasta madre richiede tempo, cura e un po’ di umiltà nei confronti di un processo che non può essere accelerato o standardizzato. Infatti, per creare una pasta madre occorrono solo farina, acqua e a volte un piccolo “innesco” come zucchero, yogurt o frutta zuccherina per favorire l’avvio della fermentazione.  Dopo circa due settimane di rinfreschi regolari (cioè di nutrimento con farina e acqua fresca) il lievito raggiunge la maturità e può essere usato per panificare. Una volta stabilizzata, la pasta madre va conservata in frigorifero e rinfrescata periodicamente. Tuttavia, ogni pasta madre è unica perché la composizione della sua microflora dipende dall’ambiente in cui vive, dalla farina usata, dall’acqua, dalla temperatura e persino dalla mano di chi panifica.

Differenze tra pasta madre, lievito di birra e lievito chimico

La principale distinzione tra la pasta madre e gli altri lieviti commerciali è nella composizione microbiologica e la velocità d’azione:

  • Il lievito di birra è costituito da un solo ceppo di funghi selezionato perché garantisca una lievitazione rapida e standardizzata (quindi sicura). La fermentazione innescata dal lievito di birra è solo quella alcolica.
  • Il lievito chimico (bicarbonato o lievito per dolci), come dice il nome stesso, non è un organismo vivente ma agisce attraverso una reazione chimica che produce anidride carbonica con il calore del forno. In altre parole, il prodotto finale tecnicamente “non è fermentato” perché non viene innescata alcuna fermentazione.
  • La pasta madre non è semplicemente un ingrediente, ma un ecosistema vivo che combina l’azione dei lieviti con quella dei batteri lattici su tempi molto più lunghi (spesso 12-24 ore o più).

I suoi usi in cucina

Oltre al classico pane casereccio, la pasta madre, grazie alla sua estrema versatilità, è utilizzata per:

  • Grandi Lievitati nella Pasticceria: panettone, Pandoro e colomba non sarebbero quelli che conosciamo senza di essa. La sua azione prolungata su proteine e amidi dà a questi dolci la struttura fibrosa, la leggerezza e la conservabilità tipiche.
  • Prodotti da Forno Salati: pizza, focacce e cracker, dove regala un impasto più digeribile e un sapore più ricco. E non è da escludere nemmeno in preparazioni come grissini, crackers, brioche e ciambelle.
  • Esubero: La parte di pasta madre che viene scartata durante il rinfresco si può usare come “ingrediente rafforzante” in ricette che non richiedono una lievitazione vera e propria — pancake, waffle, crackers, frittelle — donando sapore e friabilità.

I benefici nell’utilizzo della pasta madre

Secondo studi scientifici e nutrizionali, i vantaggi non sono solo legati al gusto, ma alla nostra salute:

  • Digeribilità: la lunga fermentazione acida permette alle proteasi (enzimi) di scomporre parzialmente le particelle proteiche responsabili dell’intolleranza alla farina di grano, rendendole più tollerabili per molte persone sensibili (non celiache) al glutine. Questo si traduce in meno gonfiore, meno pesantezza digestiva e maggiore tolleranza.
  • Indice glicemico inferiore: la presenza degli acidi organici rallenta la velocità con cui l’amido viene trasformato in glucosio, riducendo i picchi glicemici dopo il pasto.
  • Riduzione dell’Acido Fitico: il processo fermentativo riduce la concentrazione di acido fitico, un “anti-nutriente” presente nei cereali che ostacola l’assorbimento di minerali come ferro, zinco e magnesio.
  • Assenza di additivi: i prodotti artigianali fatti con pasta madre sono generalmente privi di conservanti, emulsionanti, acidificanti e lieviti commerciali aggiunti, caratteristici invece della produzione industriale su larga scala.

La pasta madre nel mondo del “senza glutine”

La pasta madre può essere realizzata anche in versione senza glutine, usando farine naturalmente prive di glutine come quella di riso (la più comune e neutra nel sapore), mais o altri cereali e pseudo-cereali naturalmente gluten free come sorgo, grano saraceno e quinoa.

Il procedimento è sostanzialmente lo stesso del lievito madre convenzionale: farina senza glutine, acqua e un piccolo starter come miele, lasciati fermentare a temperatura ambiente con rinfreschi giornalieri per 7-10 giorni.

È fondamentale non usare miscele industriali senza glutine per creare o rinfrescare il lievito madre, poiché questi mix contengono additivi e sostanze che possono compromettere la fermentazione o addirittura far “morire” la coltura. 

Una differenza sostanziale rispetto al lievito madre convenzionale è la consistenza: la pasta madre senza glutine deve essere generalmente più liquida di quella tradizionale, poiché le farine alternative non formano la maglia glutinica che tiene unito l’impasto. Di conseguenza, anche la panificazione richiede qualche accorgimento tecnico in più.

Il pane, la pizza e i dolci senza glutine realizzati con pasta madre naturale presentano gli stessi vantaggi di quelli convenzionali:

  • La fermentazione della pasta madre sviluppa composti aromatici che rendono il pane senza glutine finalmente più buono, con una crosta croccante e una mollica meno gommosa.
  • Gli acidi organici prodotti dalla pasta madre riducono la velocità di assorbimento degli zuccheri, offrendo un prodotto, spesso ricco di amidi (fecola di patate, amido di mais) , con un indice glicemico più basso.
  • Le farine senza glutine integrali (come il sorgo o il miglio) sono ricche di nutrienti, ma anche di acido fitico. La pasta madre “libera” questi minerali, rendendoli più assimilabili dall’organismo.

Fonti:

  1. Molino Vigevano, Il lievito madre: cos’è, perché utilizzarlo
  2. La Pasta Madre, Informazioni sulla pasta madre
  3. Celiachia.org, Celiachia e pasta madre
  4. Cure NaturaliLievito naturale: proprietà, benefici e uso
  5. Slow Food, A scuola di pane con il Master of Food: la pasta madre
  6. Primo Chef, Lievito madre (o pasta madre) dalla A alla Z
  7. The Nutrition Source, Probiotics for Gut Health

 

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